Eastern Seaboard, Perfect Summer è un disco che sembra nato sulle strade bagnate di New York e rifinito all’ombra di una metropolitana londinese. The King Canutes creano un alt-pop colto, obliquo, nostalgico, dove melodie luminose e malinconia sottotraccia si intrecciano come pagine di un diario scritto a distanza. È un album che osserva il mondo da un finestrino appannato, tra ricordi e possibilità, con la lucidità di chi ha vissuto abbastanza da non farsi più illusioni ma continua, ostinatamente, a raccontarle.
La scrittura del duo è matura, stratificata, ma leggera nel passo: chitarre pulite, arrangiamenti ricchi e una sensibilità pop venata di eleganza britannica e malinconia americana. C’è un’eco delle grandi penne liriche—quel modo di raccontare l’amore, il fallimento, gli addii e i ritorni senza retorica né compiacimento. Il disco abbraccia un’estetica che ricorda l’alt-pop degli anni d’oro, dalle atmosfere indie scozzesi ai boulevard sonori del folk rock, fino a una brillantezza raffinata che non si lascia ingabbiare.
Tra i brani spiccano The Mixture as Before e Seymour Stein [for Earle Holmes], dove il racconto si fa più carnale, personale, e la musica si apre come se fosse al tempo stesso confessione e manifesto. Ogni traccia sembra portare il peso di un viaggio interiore: ciò che non è stato vissuto fino in fondo, ciò che si è perso, ciò che ancora vale la pena inseguire. E poi ci sono momenti di pura luce, come Perfect Summer e Red Hook Sunset, che trasformano la nostalgia in una tela dipinta di arancio e azzurro.
Il cuore pulsante di tutto è la dualità della band: due voci, due personalità, due modi di guardare il mondo che non si annullano ma si amplificano. Da questa tensione nasce una musica adulta, viscerale, elegante senza mai diventare patinata.
Eastern Seaboard, Perfect Summer non è solo un disco di canzoni: è una raccolta di storie lasciate galleggiare tra oceani e città, dove ogni traccia sembra fermare il tempo per un istante. Un album che non cerca l’affermazione, ma la verità nei dettagli.
CREDITI ALBUM
Scritto da Keir Woods e Richard Alwyn Fisher, eccetto Cars and Girls scritto da Paddy McAloon
Prodotto, registrato, mixato e masterizzato da Ray Ketchem presso Magic Door, Montclair, NJ
Keir Woods – voce, chitarre elettriche e acustiche
Richard Alwyn Fisher – voce, cori, chitarre elettriche e acustiche
Dave Derby – basso, cori
Doug McEachern – batteria
Kevin March – batteria
Ray Ketchem – batteria, percussioni, tastiere, programmazioni
John Leon – pedal steel guitar
Mac Gollehon – fiati
David Nagler – pianoforte
Mike Dillon – vibrafono
Kendall Jane Meade – duetto e cori
Verena Wiesendanger – duetto e cori
Jessie Kilguss – cori
Renée LoBue – cori
Joe Colwell – cori
Copertina singolo: Peregrine Honig
Copertina album: Ray Ketchem
Foto artista: Lisa Whiteman
Pubblicazione: Magic Door Record Label
Pubblicità: Shameless Promotion PR
TRACKLIST
01. Seymour Stein [for Earle Holmes]
02. The Mixture as Before
03. Cars and Girls
04. Perfect Summer
05. Eastern Seaboard
06. Red Hook Sunset
07. Room 21
08. The Man from Hawaii
09. Come Undone
