L’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa (APCE) ha approvato la Risoluzione 2621 (2025), con la quale viene istituita una Piattaforma di dialogo con le forze democratiche russe, un nuovo spazio di confronto ufficiale tra Strasburgo e l’opposizione russa in esilio. La decisione rappresenta un passo storico nel rapporto tra l’istituzione europea e gli esponenti della società civile russa che si oppongono al regime di Vladimir Putin.

La Piattaforma, che sarà presieduta dal presidente dell’Assemblea o da un suo delegato, permetterà ai rappresentanti delle forze democratiche russe – politici, attivisti, giornalisti e difensori dei diritti umani – di partecipare ai lavori delle commissioni parlamentari europee, prendere parte a dibattiti e intervenire su temi di interesse comune. L’obiettivo è creare un dialogo strutturato dopo anni di incontri informali e audizioni occasionali. L’iniziativa mira a rafforzare la capacità dell’opposizione russa di contribuire a un futuro democratico del Paese e a una pace giusta e duratura in Ucraina.

Nel testo approvato, l’Assemblea ribadisce la sua ferma condanna della repressione sistematica di chi si oppone al Cremlino, dentro e fuori la Russia, e rende omaggio a coloro che lottano per la democrazia, i diritti umani e lo stato di diritto, spesso a rischio della propria vita e libertà. Il documento cita in particolare le figure di Alexei Navalny, assassinato in carcere nel 2024, e Vladimir Kara-Murza, ancora detenuto, vincitore del Premio Václav Havel per i diritti umani 2022.

Potranno aderire alla Piattaforma solo persone di alta integrità morale, oggi in esilio, che riconoscano la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina, condannino i crimini internazionali commessi dalla Federazione Russa, non abbiano avuto ruoli nel governo o nelle amministrazioni di occupazione dopo il 2014 e non ricevano fondi da entità statali russe o bielorusse. I rappresentanti dovranno inoltre firmare la Dichiarazione di Berlino delle Forze Democratiche Russe e sostenere la creazione di un tribunale internazionale per il crimine di aggressione contro l’Ucraina.

Un terzo dei seggi della Piattaforma sarà riservato ai rappresentanti dei popoli indigeni e delle minoranze nazionali della Federazione Russa, in attesa della creazione di un forum di dialogo dedicato. L’Assemblea sottolinea che la decolonizzazione della Russia e il riconoscimento dei diritti delle sue minoranze saranno elementi centrali per qualsiasi futura democratizzazione.

La risoluzione invita gli Stati membri del Consiglio d’Europa a fornire supporto logistico, legale e finanziario alla nuova Piattaforma, facilitando viaggi, visti e attività digitali. L’Assemblea incoraggia inoltre sinergie con altre istituzioni europee, in particolare con il Parlamento europeo, già attivo nel dialogo con l’opposizione russa.

Con questa iniziativa, il Consiglio d’Europa punta a rafforzare i legami con la Russia democratica che vive in esilio, mantenendo aperta una finestra di contatto con la società civile russa indipendente, nonostante l’espulsione di Mosca dal Consiglio nel 2022. L’Assemblea ribadisce che una vera democrazia in Russia è impossibile senza la fine delle ambizioni imperiali del Cremlino e che solo attraverso la responsabilità, la giustizia e la collaborazione con le forze democratiche si potrà costruire una pace stabile in Europa.

Di Redazione

Un gruppo di "matti", con la voglia di informare e divertirsi...