Dettaglio, Casa studio Piero Cattaneo, Bergamo © Mario Cresci 2025

La Fondazione Piero Cattaneo presenta “Materia in trasformazione. L’opera di Piero Cattaneo nelle immagini di Mario Cresci”, mostra fotografica a cura di Marcella Cattaneo che inaugura l’ottava edizione di Officina della Scultura, il progetto dedicato alla conoscenza della scultura del Novecento attraverso i luoghi e gli atelier dei suoi protagonisti. L’esposizione si svolge presso il Museo di Scienze Naturali “Enrico Caffi” di Bergamo, cornice ideale per accogliere il dialogo tra arte e materia che anima la ricerca del grande scultore bergamasco.

La mostra segna l’inizio di un ricco calendario di appuntamenti che comprende anche aperture straordinarie di sette studi d’artista – tra cui quelli di Piero Cattaneo, Marco Fabbri e Letizia Minotti, Umberto (Pipi) Carrara, Gianni Grimaldi, Federico De Leonardis, Giuseppe Spagnuolo e Mario Negri – offrendo un percorso diffuso alla scoperta dei linguaggi e dei processi della scultura contemporanea.

Con la sua consueta sensibilità visiva, Mario Cresci interpreta lo spazio creativo di Piero Cattaneo (1929–2003), immergendosi nella sua casa-studio per restituire, attraverso la fotografia, la vitalità di una materia in continua metamorfosi. Le sue immagini raccontano la memoria del luogo, il ritmo del tempo e la presenza silenziosa delle opere e degli strumenti dell’artista.

“La fotografia è un potente mezzo espressivo di alterazione della realtà,” spiega Cresci. “Nelle immagini che ho ottenuto nello studio di Piero Cattaneo ci sono i segni di un incontro con la materia delle sue sculture, viste attraverso l’immaterialità della fotografia. È stato un incontro fuori dal tempo, che mi ha permesso di conoscere e immaginare le sue opere come se lui fosse improvvisamente presente.”

La fotografia di Cresci diventa così strumento di indagine e riflessione sul rapporto tra materia, opera e identità dello spazio, trasformando l’atelier in un racconto visivo in cui ogni oggetto — una cera, un frammento, un attrezzo — conserva una traccia viva del processo creativo.

Nel contesto del Museo di Scienze Naturali, la mostra evidenzia il legame profondo tra arte e conoscenza scientifica. La pratica di Piero Cattaneo, infatti, affonda le radici nella sperimentazione sui materiali e nelle tecniche della fusione in bronzo, rivisitata con un approccio quasi alchemico: la composizione delle leghe metalliche, la precisione dei canali di alimentazione e di sfogo, l’uso della cera come medium espressivo.

Le fotografie di Cresci catturano i dettagli di questo universo: i tableaux dedicati ai ceri, utilizzati per la fusione e al tempo stesso oggetti di devozione; i “cassetti d’impronte”, dove Cattaneo raccoglieva metalli e reperti di epoche diverse, trasformandoli in sedimenti di memoria personale e collettiva.

All’interno del museo, l’opera di Cattaneo si rivela in tutta la sua forza: la scultura come processo che intreccia fisica, chimica, natura e memoria, un atto di conoscenza e di creazione che si rigenera continuamente. L’intervento fotografico di Cresci amplifica questo dialogo, restituendo al pubblico una visione poetica e scientifica al tempo stesso, in cui l’arte diventa osservazione, riflessione e trasformazione.

Con “Materia in trasformazione”, la Fondazione Piero Cattaneo rinnova il suo impegno nella valorizzazione dell’eredità artistica di uno dei maestri più significativi del secondo Novecento, offrendo una nuova prospettiva sulla scultura come linguaggio vivo, mutevole e profondamente umano.

Di Redazione

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