Sabato 22 novembre, alle 9.45, presso Anteo Palazzo del Cinema di Milano, si tiene un evento speciale dedicato al film Il mio nome è Nevenka di Icíar Bollaín, alla presenza di Nevenka Fernández, la prima donna spagnola ad aver denunciato un uomo politico per molestie sessuali sul lavoro.
L’iniziativa è curata da Anteo e Corriere della Sera nell’ambito del progetto “Vedo, ascolto, parlo – Muoviamoci contro la violenza di genere”, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne.
L’incontro viene introdotto da Cristiana Mainardi (responsabile iniziative speciali Anteo) e Barbara Stefanelli (vicedirettrice vicaria Corriere della Sera).
Al termine della proiezione si svolge un dibattito con Nevenka Fernández e con Alessandra Kustermann e Claudia Di Palma, Presidente e Coordinatrice dell’associazione SVS Donna Aiuta Donna. A moderare sono Cristiana Mainardi e Virginia Nesi (Corriere della Sera).
L’appuntamento milanese rientra nel calendario nazionale di proiezioni e incontri organizzati da Exit Media, in collaborazione con Una, Nessuna Centomila e WIFT&M – Women in Film, Television & Media Italia, in concomitanza con il periodo dei “16 giorni di attivismo” che prende avvio il 25 novembre.
Il mio nome è Nevenka racconta la storia vera di una giovane consigliera comunale che, nel 2000, ebbe il coraggio di denunciare il proprio capo – un sindaco spagnolo – per molestie sessuali sul lavoro, anticipando di quasi vent’anni il movimento #MeToo e aprendo per la prima volta in Spagna un dibattito pubblico sul tema della violenza e dell’abuso di potere nelle istituzioni.
Diretto da Icíar Bollaín, autrice premiata ai Goya per Te doy mis ojos (2003) e regista di opere come El olivo (2016), Yuli – Danza e libertà (2019) e Una donna chiamata Maixabel (2021), il film affronta con grande lucidità le dinamiche di manipolazione, violenza psicologica e stalking sul posto di lavoro.
La regista racconta:
«La sfida più grande è stata restituire la confusione che il molestatore provoca in Nevenka: un attimo scherza, quello dopo no; a volte è un collega, altre un persecutore. Dinamiche su cui abbiamo lavorato molto, per farle sentire sulla pelle dello spettatore.»
Nel ruolo di Nevenka c’è Mireia Oriol, affiancata da Urko Olazabal – vincitore del Premio Goya e del Premio Feroz per Maixabel – nel ruolo del sindaco Ismael Álvarez. Il cast include anche Ricardo Gómez, Lucía Veiga, Carlos Serrano e Font García.
Presentato in concorso al Festival Internazionale di San Sebastian e in anteprima italiana a La Nueva Ola – Festival del cinema spagnolo e latinoamericano, il film arriva nelle sale italiane come evento speciale nel contesto delle iniziative per il 25 novembre, giornata simbolo istituita dalle Nazioni Unite per la lotta contro la violenza di genere.
Il mio nome è Nevenka trasforma una vicenda giudiziaria in un atto di memoria e resistenza. Ricorda che ogni denuncia rappresenta un passo avanti verso la libertà, la consapevolezza e il cambiamento.
