Tra le storie più curiose nate su Internet, quella di John Titor occupa un posto speciale. Una leggenda moderna, un racconto a metà tra fantascienza, mistero e genialità narrativa, capace di sopravvivere per oltre vent’anni alimentando forum, siti web e programmi radio.
Tutto iniziò tra il novembre del 2000 e il marzo del 2001, quando un utente che si presentava come TimeTravel_0 comparve su un forum dedicato ai viaggi nel tempo. Solo più tardi assunse il nome destinato a diventare iconico: John Titor. Secondo la sua storia, era un soldato americano nato nel 1998 a Tampa e proveniente dall’anno 2036. Affermava di essere stato reclutato in un progetto governativo segreto relativo ai viaggi temporali.
La sua missione sarebbe stata quella di tornare nel 1975 per recuperare un vecchio computer, l’IBM 5100, che secondo lui possedeva funzionalità nascoste utili per risolvere un problema informatico destinato a colpire il futuro. L’idea sembrò assurda, ma qualche anno dopo alcuni tecnici IBM confermarono davvero l’esistenza di funzioni poco note nei primi modelli della serie 5100. Un dettaglio che bastò a rendere la storia più affascinante.
Titor offrì descrizioni dettagliate della sua macchina del tempo, un dispositivo chiamato C204, teoricamente basato su campi gravitazionali e curvatura dello spazio tempo. Nei suoi post sosteneva che l’interpretazione a molti mondi della fisica quantistica fosse corretta e che esistessero infinite linee temporali. In questo modo giustificava l’idea che tornando nel passato fosse impossibile cambiare la sua linea temporale originale.
La parte più controversa riguardava le sue profezie. Titor parlava di una guerra civile negli Stati Uniti nel 2004 e di una Terza Guerra Mondiale nel 2015 con miliardi di morti. Descriveva un pianeta diviso, tecnologie ridotte al minimo e comunità agricole autosufficienti. Nessuna di queste predizioni si è realizzata, ma per alcuni questo non fu una smentita. Secondo la teoria delle linee temporali che lui stesso aveva proposto, la nostra realtà sarebbe diversa dalla sua.
Il suo ultimo messaggio apparve il 24 marzo 2001. Da allora, il silenzio assoluto. Pochi anni dopo, nel 2004, un nuovo utente sostenne che Titor fosse morto. In seguito ci furono anche tentativi di svelare la truffa, come quello di un uomo che dichiarò di aver architettato tutto, ma senza portare prove concrete. Altri ipotizzarono che Titor fosse un progetto orchestrato da due fratelli, uno avvocato e uno informatico, per scopi editoriali o commerciali.
Le verifiche anagrafiche non trovarono mai traccia di un John Titor nato in Florida nel 1998. Gli scienziati considerarono impossibili le sue spiegazioni tecniche sui viaggi temporali, mentre alcuni giornalisti videro nella vicenda un abile esperimento di marketing. Nonostante questo, la storia non è mai morta davvero.
La figura di John Titor è diventata un simbolo del web dei primi anni Duemila. Un luogo in cui grazie all’anonimato e alla creatività una narrazione ben congegnata poteva diventare mito. Può darsi che dietro tutto ci fosse solo uno scherzo elaborato. Oppure un gioco di ruolo. O una trovata commerciale.
Ma forse il fascino della storia sta proprio qui. Nel fatto che per un breve momento qualcuno riuscì a far credere a migliaia di persone che il futuro potesse arrivare su un forum e iniziare a parlare con noi.
Ed è così che John Titor, vero o falso che fosse, è diventato ciò che ogni leggenda desidera essere: indimenticabile.
