COSA DICONO LE STELLE

spot_img

L'ALCHIMISTA PRESENTA

spot_img

L'ALCHIMISTA PRESENTA

spot_img

NOVITà

spot_img

Non solo chatbot: gli agenti AI promettono una rivoluzione da 200 miliardi di dollari

L’intelligenza artificiale cambia pelle. Se finora il dibattito si è concentrato soprattutto sui chatbot e sui sistemi generativi, ora sotto i riflettori finiscono gli “AI Agent”, software capaci non solo di rispondere a domande, ma di prendere iniziative, analizzare dati e collaborare nei processi decisionali. Un settore che, secondo diverse stime internazionali, potrebbe esplodere nei prossimi anni fino a sfiorare i 200 miliardi di dollari di valore globale.

Le previsioni parlano di una crescita impressionante: dai circa 5 miliardi di dollari attuali, il mercato dell’Agentic AI potrebbe arrivare a quasi 196 miliardi entro il 2034. Un salto gigantesco che racconta quanto velocemente stia cambiando il rapporto tra esseri umani e tecnologia.

La trasformazione sembra essere già in corso. Secondo dati riportati da analisi internazionali di settore, quasi sette aziende su dieci nel mondo prevedono di integrare agenti di intelligenza artificiale entro il 2026. In altre parole, molte imprese stanno già preparando il terreno per sistemi digitali sempre più autonomi, in grado di assistere lavoratori e organizzazioni in attività complesse.

La diffusione degli AI Agent cresce a ritmi diversi nelle varie aree del pianeta. L’Asia-Pacifico guida la corsa, seguita da Medio Oriente, Africa e America Latina. Anche l’Europa accelera, con un aumento significativo dell’adozione nell’ultimo anno. I campi in cui questa tecnologia sta trovando maggiore spazio sono il servizio clienti, il marketing, l’assistenza tecnica, la progettazione, le risorse umane e gli strumenti di produttività.

Dietro questa evoluzione c’è una domanda sempre più concreta: l’intelligenza artificiale sarà soltanto un supporto oppure diventerà parte attiva delle decisioni? Secondo il professor Francesco Sacco, docente di economia digitale all’Università dell’Insubria e alla SDA Bocconi, il cambiamento è già visibile. L’AI, spiega, non è più soltanto un mezzo tecnologico, ma un elemento che partecipa ai processi organizzativi, modificando il modo in cui persone e imprese interagiscono con il digitale.

Anche l’Italia prova a ritagliarsi uno spazio in questa corsa globale. Tra le realtà che stanno investendo nel settore c’è Hevolus, azienda tecnologica italiana che sviluppa soluzioni basate su intelligenza artificiale e realtà immersiva. La società ha recentemente ottenuto un riconoscimento internazionale da Microsoft per una piattaforma chiamata XR Copilot, pensata per creare agenti AI specializzati capaci di analizzare contenuti, dialogare con utenti e adattarsi a diversi contesti operativi.

L’idea di fondo è quella di costruire assistenti digitali sempre più sofisticati, in grado di comprendere il contesto, comunicare in molte lingue e accompagnare persone e aziende in attività quotidiane e strategiche.

Resta però una domanda che accompagna ogni rivoluzione tecnologica: fino a che punto saremo pronti a delegare decisioni alle macchine? Per ora gli agenti AI sembrano destinati soprattutto a potenziare il lavoro umano. Ma il ritmo della crescita racconta che il futuro, almeno in parte, è già entrato negli uffici.

ARTICOLLI COLLEGATI