La nicotina comincia a lasciare il suo segno nel cervello fin dal primo contatto. Secondo uno studio condotto all’Università di Chicago, questa sostanza attiva fin da subito meccanismi nervosi molto simili a quelli coinvolti nell’azione della cocaina, andando a interferire con le stesse aree cerebrali legate alla gratificazione, al piacere e alla memoria della ricompensa.
La ricerca, realizzata su roditori e pubblicata sul Journal of Neuroscience, suggerisce che nicotina e cocaina, pur avendo effetti diversi sull’organismo, condividano un aspetto fondamentale: entrambe riescono a incidere sul cervello già dalle primissime esposizioni, attivando processi che possono favorire la dipendenza.
Gli studiosi hanno osservato in laboratorio cosa accade quando il cervello viene esposto a una quantità di nicotina paragonabile a quella assorbita con una prima sigaretta. È emerso che la sostanza stimola i circuiti neurali della ricompensa, gli stessi che vengono alterati anche dal consumo di droghe più pesanti. A livello molecolare, la nicotina sembra infatti costruire una sorta di memoria duratura di sé, rendendo più probabile il desiderio di ripetere l’esperienza.
In altre parole, il meccanismo della dipendenza non nasce dopo anni di fumo, ma comincia ad attivarsi fin dall’inizio. Le modifiche profonde al sistema nervoso si consolidano nel tempo, ma il processo parte già con la prima sigaretta.
Secondo i ricercatori, proprio questa capacità di imprimersi così presto nei circuiti cerebrali può aiutare a spiegare perché la nicotina sia una sostanza tanto potente nel generare dipendenza. E anche se i suoi effetti non coincidono con quelli della cocaina, le somiglianze nei meccanismi cerebrali mostrano quanto il tabacco sia tutt’altro che una sostanza innocua.






