Il 19 settembre 2025, a La Valletta (Malta), durante la Conferenza dei Ministri della Giustizia organizzata sotto la Presidenza maltese, il Consiglio d’Europa ha aperto alla firma un nuovo protocollo alla Convenzione sull’assistenza giudiziaria in materia penale: il “Protocollo di La Valletta”.

Questo strumento segna un passo decisivo verso la modernizzazione delle procedure di cooperazione, introducendo nuove tipologie di richieste, tempi più rapidi e l’utilizzo di strumenti digitali per rendere l’assistenza giudiziaria più efficiente e al passo con le sfide odierne, senza mai perdere di vista la tutela dei diritti umani.

Durante la cerimonia di firma, il Vice Segretario Generale del Consiglio d’Europa, Bjørn Berge, ha ringraziato i Paesi aderenti, sottolineando l’importanza di rafforzare la lotta contro la criminalità transnazionale:

«Le reti criminali sfruttano sempre più distanza, tecnologia e intelligenza artificiale a proprio vantaggio. Solo insieme possiamo contrastarle e rafforzare la fiducia nei nostri processi giudiziari e democratici».

Il testo è stato sottoscritto da Belgio, Georgia, Germania, Grecia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Macedonia del Nord, Portogallo, Romania, San Marino, Svezia, Svizzera, Turchia, Ucraina e Regno Unito.

Pur restando la Convenzione del 1959 (e i suoi protocolli) una pietra miliare della cooperazione internazionale, il nuovo accordo amplia la capacità degli Stati di rispondere con maggiore efficacia a fronte di rapidi mutamenti politici, sociali e tecnologici, in particolare per l’uso crescente di strumenti digitali.

Tra le novità principali:

  • procedure semplificate e accelerate;

  • ampliamento del campo di applicazione delle richieste di assistenza;

  • maggiore utilizzo delle comunicazioni elettroniche e della videoconferenza;

  • possibilità di ricorrere a strumenti di sorveglianza tecnica, come GPS e intercettazioni;

  • tempi di risposta più chiari e definiti.

Il Protocollo di La Valletta rappresenta quindi un avanzamento concreto verso una cooperazione giudiziaria più moderna, rapida ed efficace, rafforzando la capacità degli Stati di affrontare insieme la criminalità oltre i confini.

Di Redazione

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