Alla ventesima edizione della Festa del Cinema di Roma, nella sezione Special Screening, sarà presentato in anteprima Tempi Nuovi, il nuovo lavoro del regista francese François Caillat, scritto insieme a Cristina Comencini.

Caillat, spesso definito un “cineasta della memoria”, ha firmato lungometraggi e documentari premiati in festival internazionali come IDFA, Toronto, CPH:DOX e Cinéma du Réel. La sua ricerca autoriale si concentra sulla memoria collettiva e sulle storie dimenticate, capaci di restituire vita a mondi scomparsi. Tra i suoi titoli più noti figurano Una giovinezza innamorata, Tre soldati tedeschi, Benvenuti a Bataville e L’affare Valérie.

Con Tempi Nuovi, il regista intreccia due dimensioni: da un lato un’opera lirica sul mondo operaio composta da Carlo Crivelli su libretto di Valerio Magrelli, dall’altro un documentario girato a Villerupt, città mineraria della Lorena e luogo d’origine dello stesso Caillat. Un territorio che nel Novecento accolse migliaia di lavoratori italiani in cerca di futuro.

Il film rievoca la vita di una famiglia di minatori negli anni Sessanta e dà voce ai loro discendenti, oggi impegnati in professioni legate alla finanza e allo sviluppo dell’intelligenza artificiale. In questo passaggio tra generazioni si delinea il cuore del racconto: la trasformazione dei legami sociali, il tramonto della civiltà operaia e l’avvento di un nuovo mondo.

«Tornando nella mia città natale – racconta Caillat – non mi aspettavo di scoprire un paesaggio così diverso. Ho lasciato canti di minatori e acciaierie, ho trovato algoritmi e banche. I nipoti dei minatori sono diventati informatici e banchieri. Del passato resta soltanto una leggenda cantata».

Tempi Nuovi diventa così un affresco cinematografico e musicale che unisce memoria collettiva e traiettorie individuali, riflettendo sulle lotte di ieri e sulle sfide di oggi.

Di Redazione

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