La scelta di rinunciare alle piattaforme di streaming è forte e rara: qual è stata la scintilla che ti ha spinto a prendere questa decisione?
Già negli anni abbiamo visto che Spotify, come altre piattaforme, non pagano in maniera adeguata gli artisti. Poi con la notizia che il loro CEO ha investito più di 600 milioni di dollari in un’azienda che è specializzata in armi AI … è stato chiaro per noi.
In Hallo & Ciao convivono due lingue e due culture. Come cambia il tuo modo di scrivere e cantare in italiano rispetto al tedesco?
Sicuramente è più facile per me scrivere nella mia madrelingua tedesca. Se il tedesco funziona benissimo per il rap, l’italiano è già una lingua molto melodica, con un sacco di vocali, che piace tantissimo al pubblico austriaco.
Il disco trasmette ironia ma anche malinconia. Quale brano pensi rappresenti meglio il tuo stato d’animo attuale?
Riconciliazione.
Guardando alla tua carriera, dal rap in Austria fino al cinema e alla band di oggi, quale filo rosso lega tutte queste esperienze?
Il fatto di creare emozioni, come cantante e attore: creare qualcosa che non sia solo mio, ma possa anche essere un mezzo per altri. Spiritualmente parlando, sono felice se una canzone o una scena porta luce nella vita di qualcuno.
Se dovessi descrivere Hallo & Ciao a chi non ti conosce, con tre parole soltanto, quali sceglieresti?
Simpatico, groovy e multiculturale.
