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“Bad Milo!: quando lo stress ti entra nello stomaco… e poi esce dal posto sbagliato”

Ci sono film che parlano delle ansie moderne, della pressione lavorativa, della fragilità emotiva.
E poi c’è Bad Milo!, che affronta gli stessi temi, ma con la delicatezza di un gremlin che ti esce dal sedere con la voglia di uccidere.

Il protagonista è Duncan, un uomo normale, stressato come tutti noi. Solo che noi, quando lo stress aumenta, ci viene il mal di pancia. Lui, invece, sviluppa un mostriciattolo assassino nell’intestino.
Uno gnomo demoniaco tutto denti e pelle lucida che di notte sguscia fuori per fare a pezzi chiunque abbia fatto arrabbiare il suo “padrone”.

Io non so chi abbia avuto questa idea, ma vorrei stringergli la mano. Con un guanto, per sicurezza.

Duncan, naturalmente, non la prende bene. Tra attacchi di panico e sedute dallo psicoterapeuta più alternativo della storia del cinema, cerca di imparare a “gestire” Milo, che è fondamentalmente la sua rabbia repressa con zampe, mascelle e una sorprendente voglia di coccole.
Perché sì: Milo è assassino, ma anche affettuoso. Una specie di Tamagotchi demoniaco a cui devi voler bene per forza, altrimenti ti sbrana.

La cosa sorprendente è che il film riesce a creare un equilibrio perfetto tra horror, assurdità e una strana dolcezza che non ti aspetti da una creatura che vive letteralmente dove nessun essere vivente dovrebbe vivere.
Nonostante l’assurdità totale, Bad Milo! si prende la briga di parlarti di ansia, repressione emotiva, relazioni e traumi familiari.
Cose serie, insomma.
Solo confezionate con un mostro rettale assassino.

Le scene sono un delirio:
• attacchi improvvisi,
• momenti di tenerezza disgustosa,
• inseguimenti assurdi,
• e quella sensazione costante di star guardando qualcosa che nessun medico approverebbe mai.

Ed è proprio questo il suo fascino: Bad Milo! è un ShitCult anale ma adorabile, un film che ti fa ridere quando non dovresti, ti disgusta al momento giusto e alla fine ti fa dire:
“Non posso credere che mi sia piaciuto… ma eccoci qua.”

Dopo la visione, potresti guardare il tuo stomaco con un pizzico di sospetto.
E se senti un borbottio… beh, speriamo sia solo fame.

Gianni Leone, fondatore
Gianni Leone, fondatore
Essere antipatico è una vocazione. Non pretendo di dire la “verità” ma almeno limito le “stronzate” cosa che non riesce alla maggior parte degli “Italioti”.

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