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“The Stuff: il gelato che uccide… e che probabilmente aveva più budget degli attori”

Ci sono film che ti fanno paura.
E poi c’è The Stuff, che ti fa venire voglia di leggere gli ingredienti sull’etichetta di qualsiasi cosa tu mangi.

La premessa è semplice e geniale nel modo più sbagliato possibile: un misterioso gelato bianco, cremoso e irresistibilmente buono compare sul mercato. La gente ne diventa ossessionata.
E tu pensi: “Quanto può essere male?”
Molto. Può essere molto, molto male.

Perché The Stuff non è un gelato normale.
È un parassita alieno psicotropo con un piano ben preciso: invadere il pianeta trasformando tutti in zombie sorridenti addicted alla sua bontà. Insomma, una specie di influencer gastronomico degli anni ’80, solo più onesto.

Il protagonista è un investigatore industriale – traduciamo: un tizio che non si fida di nessuno e che si ritrova a combattere un dessert ribelle.
E già qui il film ti fa capire che stai entrando in un territorio dove la logica non è stata invitata.

Gli effetti speciali sono un misto di:
• schiuma da barba,
• meringa impazzita,
• e chili di sostanza biancastra che sembra uscita da un laboratorio con scarsa supervisione.

Il risultato è bellissimo.
Il gelato si muove, si arrampica, ti trascina nel soffitto, esce dalle pareti… come se avesse un carattere davvero, davvero difficile.

La critica sociale c’è eccome: consumismo, marketing, manipolazione delle masse, l’industria alimentare che ti vende qualsiasi cosa purché brilli.
Peccato che questa critica sia raccontata in mezzo a scene dove un barattolo di gelato possiede la gente come farebbe un demone annoiato.

I personaggi comprimari sono una collezione di assurdità meravigliose:
• un colonnello paranoico che sembra appena uscito da un barbecue di guerra,
• una famiglia che diventa setta del gelato,
• un ragazzino che tenta di sabotare supermercati riempiendoli di merendine rotte.

Tutti recitano come se fossero convinti di partecipare a un film serio.
Ed è proprio questo che lo rende irresistibile.

The Stuff è un film che mescola horror, satira, humor nero e puro delirio anni ’80 in un cocktail che non dovrebbe funzionare… e invece sì, funziona eccome.
È una di quelle gemme trash che più la guardi e più pensi:
“Perché non fanno più film così?
E soprattutto: questa roba si poteva mangiare davvero?”

Conclusione?
Un ShitCult cremoso, calorico e letale, che ti fa ridere, ti fa pensare… e poi ti fa controllare il frigorifero, giusto per sicurezza.

Dopo aver visto The Stuff, l’unica cosa certa è che non guarderai mai più un gelato bianco con gli stessi occhi.

Gianni Leone, fondatore
Gianni Leone, fondatore
Essere antipatico è una vocazione. Non pretendo di dire la “verità” ma almeno limito le “stronzate” cosa che non riesce alla maggior parte degli “Italioti”.

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