Ci sono film natalizi pieni di lucine, amore, magia e famiglie perfette.
E poi c’è Christmas Evil, che inizia come un film di Natale… e finisce come un consulto psichiatrico con addobbi compresi.
Il protagonista è Harry, un uomo adulto che ha un rapporto col Natale talmente intenso da far sembrare i bambini dell’asilo dei dilettanti. Vive, respira, adora la festa in ogni secondo dell’anno.
Finché un giorno la sua adorazione non diventa… beh, un po’ troppo.
Harry decide di diventare Babbo Natale.
Non per una festa.
Non per beneficenza.
Per la vita.
Si fa il costume vero, tiene un registro maniacale dei “buoni e cattivi” del quartiere e soprattutto sviluppa un livello di entusiasmo che definire inquietante è un regalo.
Il problema?
Che quando scopre che il mondo non è così “buono” come lo vuole lui… scatta qualcosa.
E lì Christmas Evil diventa il più strano mix di:
• horror psicologico,
• slasher natalizio,
• critica sociale,
• e commedia nera malata.
Harry inizia a “punire” i cattivi e ricompensare i buoni.
Un Robin Hood con cappello rosso e campanellini, insomma… se Robin Hood avesse un pesante disturbo della realtà.
La cosa incredibile è che il film non è solo trash.
Ci prova davvero ad avere un’anima.
Ci sono momenti di tenerezza grottesca, scene quasi poetiche (quasi), e un protagonista così convinto del suo ruolo da risultare tragico, comico e spaventoso allo stesso tempo.
È come guardare un uomo scivolare lentamente verso la follia… ma con le lucine colorate.
La regia è un dolce disastro vintage anni ’80:
riprese tremolanti, atmosfere da film TV, dialoghi strani, e poi improvvisamente scene che ti fanno pensare “aspè… questo è serio o sto impazzendo io?”.
E il finale…
Oh, il finale.
Senza spoiler, ma è talmente assurdo e geniale che sembra scritto da un elfo sotto psicotropi.
Christmas Evil è uno ShitCult natalizio che non si dimentica.
È bizzarro, disturbante, a tratti tenero, a tratti completamente fuori controllo.
Il film perfetto da vedere quando sei stufo dei soliti film di Natale tutti zucchero e moraline, e preferisci qualcosa con più… follia nel panettone.
Alla fine ti ritrovi a guardare Babbo Natale con occhi diversi.
E forse ti chiedi:
“E se anche lui avesse una brutta giornata ogni tanto?”
Ecco.
Questo film è quella giornata.





