“Nessuna Via di Mezzo” di Carlo Pontevolpe trasforma la fragilità di una relazione in energia electro-pop. Un brano che parte da una crisi sentimentale vera e la porta dentro un sound veloce, elettronico, malinconico ma pulsante.
Il pezzo vive proprio su questo contrasto: da una parte la sensazione di vuoto quando un amore sembra arrivato al limite, dall’altra un ritmo che spinge avanti, quasi a dire che anche quando tutto crolla il corpo cerca comunque una via per restare in piedi.
Carlo Pontevolpe racconta la fine possibile di una storia lunga, quel momento in cui non riesci più a vedere sfumature: o ricordi la luce, o resti bloccato nell’ombra. In mezzo, appunto, nessuna via di mezzo.
Il testo guarda anche alla quotidianità, quella parte silenziosa delle relazioni che spesso sembra invisibile finché non rischia di sparire. Non solo i grandi momenti, non solo le ferite più evidenti, ma tutti quei piccoli gesti che tengono insieme due persone senza fare rumore.
Sul piano sonoro, il brano mescola melodia malinconica, elettronica ritmata e chitarre ricreate per dare un tocco più umano al pezzo. Il risultato è una canzone emotiva ma non ferma, intima ma con voglia di muoversi.
Nel videoclip, diretto da Tommy Antonini, l’immaginario si fa ancora più cinematografico: Carlo Pontevolpe cammina accanto a una sposa dark tra le strade della periferia milanese, portando in scena una storia d’amore che sembra sospesa tra ricordo, addio e rinascita.
“Nessuna Via di Mezzo” è per chi ha vissuto una relazione arrivata sul bordo, per chi ha provato a salvare qualcosa, per chi ha capito che certe crepe fanno male ma possono anche diventare musica. Un electro-pop sentimentale, notturno, diretto.






