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Abusi online sui minori, il Parlamento europeo boccia la proroga delle misure volontarie di rilevamento

Il Parlamento europeo ha respinto la proposta di prorogare l’eccezione provvisoria che consentiva ai fornitori di servizi digitali di individuare volontariamente contenuti legati ad abusi sessuali su minori online.

La proposta è stata bocciata con 228 voti favorevoli, 311 contrari e 92 astensioni. Con questo voto si chiude la prima lettura del Parlamento sul prolungamento dell’autorizzazione temporanea collegata alla direttiva sulla privacy elettronica.

La Commissione europea aveva chiesto di estendere le misure provvisorie per permettere ai prestatori di servizi di continuare a usare strumenti volontari di rilevamento, in attesa di un quadro giuridico stabile e di lungo periodo per prevenire e contrastare gli abusi sessuali sui minori in rete.

Il Parlamento, nella posizione adottata l’11 marzo 2026, si era espresso a favore di una proroga più breve rispetto a quella proposta dalla Commissione, fino ad agosto 2027, e con un ambito di applicazione più limitato. L’obiettivo era garantire che le misure restassero proporzionate e mirate.

I negoziati con il Consiglio non hanno però portato a un accordo. Di conseguenza, il regolamento provvisorio cesserà di essere applicato dopo il 3 aprile 2026.

La decisione lascia aperto il confronto europeo su come bilanciare la protezione dei minori online con la tutela della privacy e dei diritti fondamentali degli utenti.

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