In occasione della Giornata Internazionale del Sex Work, Escort Advisor annuncia il nuovo servizio “Linea Sicura”, pensato per offrire supporto alle sex worker in caso di violenza, stalking, minacce o situazioni di pericolo.
Il servizio sarà attivo all’interno dello sportello di consulenza “L’Esperto Risponde”, avviato nell’ottobre 2024 per fornire assistenza professionale alle lavoratrici del sesso iscritte alla piattaforma. Lo sportello affronta temi fiscali, legali, penali, di immigrazione e supporto psicologico.
I dati raccolti nei primi mesi mostrano un bisogno concreto di tutela. Il 60% delle richieste riguarda questioni fiscali, il 20,7% temi penali, il 9% l’immigrazione, il 7,6% aspetti civilistici e il 2,7% il supporto psicologico.
Con “Linea Sicura”, le iscritte potranno contattare un numero dedicato per ricevere un primo orientamento pratico. L’obiettivo è aiutarle a capire come rivolgersi alle forze dell’ordine, alle strutture sanitarie o ai servizi territoriali competenti.
Secondo Ilia Comi, avvocata penalista e coordinatrice dello sportello, uno dei problemi principali resta la sfiducia verso le istituzioni. Molte sex worker non denunciano violenze o minacce per paura di non essere credute, di essere giudicate o di subire conseguenze personali e familiari.
Il progetto vuole quindi rompere l’isolamento e ricordare un punto giuridico spesso ignorato nel dibattito pubblico: in Italia la prostituzione in sé non è reato, mentre sono illegali lo sfruttamento e il favoreggiamento.
La questione riguarda anche il modo in cui la violenza viene raccontata. Nei casi che coinvolgono lavoratrici del sesso, lo stigma rischia spesso di oscurare la persona, riducendo la vittima alla sua attività e mettendo in secondo piano diritti, sicurezza e dignità.
L’iniziativa arriva in un momento in cui il tema del sex work è tornato al centro del dibattito pubblico, anche dopo l’introduzione del codice ATECO 96.99.92 e i recenti casi di cronaca legati a femminicidi, violenza ed evasione fiscale.
“Sex work is work” diventa così non solo uno slogan, ma una richiesta di riconoscimento sociale e accesso ai diritti fondamentali: sicurezza, salute, tutela legale e dignità.






