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Xi avverte Trump su Taiwan: “Rischio conflitto se la questione sarà gestita male”

L’incontro a Pechino tra Xi Jinping e Donald Trump si è aperto con toni distesi, ma il dossier Taiwan ha subito riportato al centro del confronto la principale linea di frattura tra Cina e Stati Uniti.

Il presidente cinese ha definito le relazioni tra Washington e Pechino “le più importanti al mondo” e ha affermato che i due Paesi dovrebbero essere “partner, non rivali”. Allo stesso tempo, Xi ha avvertito che una gestione errata della questione Taiwan potrebbe portare a uno scontro o persino a un conflitto tra le due potenze.

Il vertice si è svolto nella Grande sala del popolo, con una cerimonia ufficiale e una lunga stretta di mano tra i due leader. Dietro il linguaggio diplomatico, però, Pechino ha confermato una posizione sempre più assertiva sull’integrità territoriale e sui dossier considerati strategici dal Partito comunista cinese.

La questione Taiwan resta il punto più delicato. La Cina considera l’isola parte del proprio territorio, mentre gli Stati Uniti mantengono rapporti non ufficiali con Taipei e restano uno dei principali fornitori di armi. Dopo il vertice, il governo taiwanese ha dichiarato di non aver registrato sorprese nei colloqui, ma ha chiesto a Pechino di interrompere la pressione militare sull’isola.

Nel corso dell’incontro è stato affrontato anche il dossier Iran. Secondo il resoconto statunitense, Cina e Stati Uniti avrebbero condiviso la posizione contraria a un Iran dotato di armi nucleari e la necessità di mantenere aperto lo Stretto di Hormuz, passaggio strategico per il traffico energetico internazionale.

Accanto ai temi geopolitici, Trump ha puntato anche sul versante economico. La delegazione statunitense era accompagnata da alcuni importanti rappresentanti del mondo imprenditoriale americano, segnale del peso che il mercato cinese continua ad avere nonostante dazi, restrizioni tecnologiche e tensioni commerciali.

Xi ha sostenuto che lo sviluppo della Cina può convivere con l’agenda economica americana e ha chiesto catene di approvvigionamento globali più stabili e prevedibili. Trump ha definito positivi i colloqui e ha invitato il leader cinese alla Casa Bianca a settembre.

Il vertice conferma una fase complessa nei rapporti tra Stati Uniti e Cina: da un lato la volontà di mantenere aperto il dialogo, dall’altro una competizione strategica sempre più marcata. Taiwan resta il nodo più sensibile e il principale terreno su cui il confronto tra le due potenze rischia di trasformarsi in crisi aperta.

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