La decisione del segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth di bloccare all’ultimo momento l’invio di circa 4.000 soldati americani in Polonia ha colto di sorpresa funzionari del Pentagono e alleati europei, alimentando nuove preoccupazioni sul futuro della presenza militare americana in Europa.
Secondo fonti della difesa statunitense, l’ordine sarebbe arrivato senza preavviso mentre uomini e mezzi avevano già iniziato a raggiungere il territorio polacco per una missione programmata da tempo. I militari, provenienti dal Texas, avrebbero dovuto partecipare a una rotazione di nove mesi con attività di addestramento insieme agli alleati NATO.
Al momento non è chiaro cosa abbia spinto Hegseth a sospendere la missione. La scelta arriva però in un momento di crescente tensione nei rapporti tra Washington e alcuni partner europei. Il presidente Donald Trump ha più volte criticato gli alleati per il loro atteggiamento rispetto alla guerra con l’Iran e per la dipendenza dalla protezione militare americana.
La decisione sorprende in particolare nel caso della Polonia, spesso indicata dalla stessa amministrazione Trump come un “alleato modello” grazie agli investimenti nella difesa. Varsavia prevede infatti di destinare quest’anno il 4,7% del proprio PIL alle spese militari, il dato più alto tra i Paesi NATO.
Lo stop alla missione ha riacceso timori nelle capitali europee sul possibile ridimensionamento dell’impegno americano nel continente e sulle conseguenze per la deterrenza nei confronti della Russia. Le truppe statunitensi schierate in Europa sono considerate da anni uno degli elementi chiave della sicurezza sul fianco orientale dell’Alleanza Atlantica.
La cancellazione della rotazione in Polonia segue un altro annuncio recente del Pentagono: il ritiro di circa 5.000 soldati dalle basi in Germania. In quel caso la decisione era arrivata dopo tensioni diplomatiche tra Washington e Berlino.
Il Pentagono ha respinto le accuse di improvvisazione, sostenendo che il ritiro rientra in un processo di valutazione strategica della presenza militare americana in Europa. Tuttavia, secondo diverse fonti interne, la mossa avrebbe generato forte disorientamento sia negli ambienti militari statunitensi sia tra i partner europei.
Da Varsavia sono arrivate reazioni prudenti. Il vicepremier polacco Władysław Kosiniak-Kamysz ha minimizzato l’impatto della decisione, definendola parte di un più ampio riallineamento delle forze americane nel continente.
Resta però il timore che il progressivo ridimensionamento della presenza Usa possa modificare gli equilibri di sicurezza europei. Negli ultimi documenti strategici americani emerge infatti una linea sempre più orientata a chiedere agli Stati europei di assumersi una quota maggiore della propria difesa.
Per alcuni osservatori, il messaggio inviato da Washington è chiaro: l’Europa dovrà prepararsi a fare sempre più affidamento sulle proprie capacità militari, in uno scenario segnato dalla guerra in Ucraina e dalle crescenti tensioni con Mosca.






