La violenza digitale non è più un fenomeno marginale: oggi riguarda chat scolastiche, social network e forum online, colpendo soprattutto i più giovani. L’ultima infografica di Unicusano fotografa un’emergenza che cresce di anno in anno.

Dal 2019 a oggi, le segnalazioni di cyberbullismo, hate speech e revenge porn sono aumentate del 40%. Nel 2024 quasi un adolescente su tre ha dichiarato di essere vittima di aggressioni online, e secondo l’Istat il 70% dei ragazzi tra gli 11 e i 19 anni ha vissuto almeno un episodio di violenza digitale.

I reati più diffusi

  • Cyberbullismo: 60% dei casi, fatto di insulti, minacce, esclusioni dai gruppi digitali.

  • Hate speech: 35%, con attacchi legati a genere, etnia e orientamento sessuale.

  • Revenge porn e deepfake: in crescita rispettivamente del 30% e del 25% in un anno, colpiscono soprattutto le donne.

Il fenomeno non risparmia gli adulti: il 14% delle donne tra i 15 e i 70 anni dichiara di aver ricevuto offese o proposte moleste online. Nel solo primo semestre del 2024 sono stati denunciati circa 700 casi di revenge porn riguardanti persone adulte.

Le conseguenze reali

Dietro le percentuali ci sono vite segnate: il 50% delle vittime sviluppa ansia o depressione, un ragazzo su quattro pensa di abbandonare la scuola, oltre il 12% manifesta comportamenti autolesionistici.

Un fenomeno comunitario

L’estate 2025 ha mostrato il lato più inquietante della violenza digitale con il caso del gruppo Facebook “Mia Moglie”, che raccoglieva oltre 30.000 iscritti intenti a condividere e commentare foto intime di donne senza consenso. Non più episodi isolati, ma violenza collettiva e organizzata.

Le risposte istituzionali

  • In Italia il Decreto Legislativo 99/2025 introduce l’identità digitale obbligatoria per i social, multe fino a 10.000 euro e nuovi poteri di oscuramento all’AGCOM.

  • Il 114 di Telefono Azzurro ha gestito oltre 40.000 richieste di aiuto in un anno.

  • In Europa campagne contro l’hate speech hanno coinvolto due milioni di studenti.

La sfida culturale

Repressione e assistenza non bastano. Per l’Unicusano la vera partita si gioca sul terreno educativo: servono professionisti capaci di distinguere tra scherzo e violenza, sostenere le vittime e interpretare i nuovi scenari digitali.

Per questo l’ateneo ha investito in corsi e master che uniscono psicologia, criminologia, educazione e cybersecurity: un approccio multidisciplinare per affrontare la violenza online a 360 gradi.

Di Redazione

Un gruppo di "matti", con la voglia di informare e divertirsi...