Una vasta frana di scivolamento sta interessando il territorio di Niscemi, nel sud della Sicilia, dopo l’evento registrato il 25 gennaio. Il fenomeno si estende per circa quattro chilometri e ha provocato un marcato abbassamento del suolo lungo il margine superiore del versante, con effetti diretti sulle aree urbane prossime al quartiere Sante Croci e sulla strada provinciale SP10. L’abitato si sviluppa su un altopiano che termina bruscamente in una scarpata naturale, in un contesto geologico caratterizzato da sabbie e livelli di arenaria sovrapposti a strati argillosi, condizioni che favoriscono l’innesco di movimenti franosi.
L’episodio attuale si inserisce in un quadro di instabilità noto da tempo. La zona di Sante Croci, infatti, era già stata colpita da una frana di grandi dimensioni nell’ottobre del 1997. Più in generale, l’intero territorio comunale di Niscemi rientra tra le aree storicamente soggette a dissesti, come documentato dall’Inventario dei Fenomeni Franosi in Italia (IFFI), che raccoglie centinaia di migliaia di eventi su scala nazionale. Tecnici e geologi della Regione Siciliana, attraverso l’Autorità di Bacino del Distretto Idrografico della Sicilia, stanno effettuando rilievi sul campo per delimitare con precisione l’area interessata e aggiornare gli strumenti di pianificazione del rischio, tra cui l’IFFI e il Piano di Assetto Idrogeologico.
Il monitoraggio dei principali eventi di frana e dei relativi impatti su abitazioni, infrastrutture, beni culturali e attività produttive è curato a livello nazionale dall’ISPRA, che opera in coordinamento con Regioni e Province autonome. Le informazioni raccolte confluiscono nella piattaforma IdroGEO, uno strumento pubblico pensato per rendere accessibili i dati sul dissesto idrogeologico e rafforzare la consapevolezza dei cittadini.
Attraverso IdroGEO è possibile verificare rapidamente il livello di pericolosità di un’area, inserendo un indirizzo o utilizzando la geolocalizzazione, con riferimento a un raggio di circa 500 metri. Il sistema restituisce indicazioni sul rischio legato a frane e alluvioni, risultando utilizzabile anche da dispositivi mobili.
I dati raccolti confluiscono anche nel Rapporto sul dissesto idrogeologico in Italia, pubblicato con cadenza triennale dall’ISPRA, che rappresenta il quadro ufficiale dello stato di rischio del Paese. L’ultima edizione evidenzia una diffusione molto ampia delle condizioni di pericolosità: oltre il 94% dei comuni italiani risulta esposto ad almeno una tipologia di rischio naturale, una quota significativa del territorio nazionale è classificata a elevata pericolosità e milioni di persone vivono in aree potenzialmente interessate da frane o alluvioni.
Accanto alla raccolta e alla diffusione dei dati, l’Istituto sta investendo nello sviluppo di tecnologie innovative per il controllo dei versanti instabili. Tra queste rientrano sistemi di fotomonitoraggio in grado di seguire nel tempo l’evoluzione dei movimenti del terreno e applicazioni di Intelligenza Artificiale dedicate all’analisi delle informazioni e al miglioramento dei servizi informativi offerti ai cittadini tramite la piattaforma IdroGEO.
