Un messaggio d’amore inviato alla persona sbagliata può sembrare un piccolo incidente, una distrazione banale. Eppure, nelle mani di Domenico Starnone, diventa la miccia che accende una riflessione sottile e corrosiva sul desiderio, sulla fragilità della coppia e sul rischio costante che accompagna ogni equilibrio umano.

Con Destinazione errata (Einaudi, 2025), lo scrittore napoletano torna a scavare nei territori che più gli sono cari: i rapporti familiari, la vita coniugale, i silenzi che si trasformano in abissi. E lo fa con quella sua prosa asciutta, ironica, capace di far scivolare il lettore lungo un crinale dove l’ordinario si incrina lentamente fino a trasformarsi in catastrofe.

Il protagonista ha trentotto anni, tre figli piccoli e una moglie, Livia, con cui condivide un matrimonio appassionato, senza apparenti ombre. La sua è la vita di un uomo qualunque, solida e prevedibile, almeno fino al giorno in cui, tra messaggi di lavoro e la confusione domestica, sbaglia destinatario: l’sms pensato per la moglie arriva alla collega Claudia. Da lì, il disordine: Claudia risponde con un “ti amo” che lui non si aspettava e che apre un varco inatteso nella sua quotidianità.

La trama si sviluppa come una spirale: il protagonista, pur potendo chiarire subito il malinteso, sceglie di lasciarsi trascinare, scoprendo Claudia come mai l’aveva guardata prima. La collega si trasforma in una donna desiderabile, magnetica, complessa, capace di minare certezze che sembravano granitiche.

Starnone costruisce un romanzo che è, allo stesso tempo, commedia degli equivoci e tragedia domestica, con un ritmo serrato che non rinuncia mai a un’ironia sottile. Il lettore viene catturato in un crescendo narrativo che mostra come sia sufficiente un gesto minimo, una titubanza, per far vacillare un’intera esistenza.

Destinazione errata non racconta solo un tradimento potenziale: è un’indagine spietata sulla vulnerabilità del desiderio umano, sulla facilità con cui le certezze di una vita “felice” possono sgretolarsi. E, come sempre nei libri di Starnone, non c’è mai un giudizio morale, ma la restituzione nuda e autentica della complessità delle relazioni.

Un romanzo che fa sorridere, inquieta e costringe a chiedersi quanto siano solide le fondamenta delle nostre scelte quotidiane.

Di Redazione

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