Distribuito da MUBI, My Father’s Shadow segna l’esordio alla regia di Akinola Davies Jr., autore britannico-nigeriano già noto per il cortometraggio Lizard, vincitore del Gran Premio della Giuria al Sundance. Dopo il trionfo al Festival di Cannes, dove è stato il primo film nigeriano in assoluto a essere presentato nella sezione Un Certain Regard, il film arriva nelle sale con la forza di un racconto intimo e universale sul legame tra un padre e i suoi figli, sullo sfondo di una nazione in bilico.

Ambientato a Lagos durante la crisi elettorale del 1993, My Father’s Shadow si svolge nell’arco di una sola giornata, un tempo sospeso in cui la quotidianità si intreccia al tumulto politico. Un padre e due bambini cercano di tornare a casa mentre il caos cresce intorno a loro. Nel percorso attraverso la città, il film cattura frammenti di vita, paure, sogni e silenzi che raccontano molto più di quanto accade in superficie. È una storia di sopravvivenza, ma anche di amore e responsabilità, vista con gli occhi di un figlio che osserva l’eroe fragile che è suo padre.

Protagonista è Ṣọpẹ́ Dìrísù (Slow Horses, Gangs of London), che regala un’interpretazione magnetica, accompagnato dai giovanissimi Godwin Egbo e Chibuike Marvellous Egbo. Le recensioni internazionali hanno accolto il film con entusiasmo: The Guardian lo ha definito “ricco, sincero e appagante”, mentre The Daily Telegraph lo ha lodato per “una delle dinamiche tra fratelli più sincere, crude e toccanti che si ricordino”.

Davies costruisce il suo racconto con sensibilità documentaria e forza poetica, intrecciando l’intimità familiare con la storia collettiva. La Lagos che mostra non è solo una città, ma un organismo vivo, attraversato da tensioni e speranze. La fotografia di Jermaine Edwards trasforma la luce africana in materia narrativa, restituendo calore, polvere e movimento come elementi essenziali del racconto.

Con dodici candidature ai British Independent Film Awards e due ai Gotham Awards, My Father’s Shadow è un’opera che consacra Akinola Davies Jr. come una delle nuove voci più potenti del cinema contemporaneo. Un film che parla di un momento storico preciso, ma che risuona ovunque ci sia un figlio che cerca di capire suo padre e un popolo che tenta di ritrovare la propria strada.