È stata annullata per motivi di ordine pubblico la conferenza sulla cosiddetta “remigrazione” prevista oggi a Montecitorio. L’iniziativa, promossa da un deputato della Lega, prevedeva la partecipazione di figure note dell’estrema destra extraparlamentare: il portavoce di CasaPound Luca Marsella, militanti riconducibili a Veneto Fronte Skinheads e soggetti provenienti dall’area di Forza Nuova.
Un parterre presentato come dibattito culturale. Nei fatti, una riunione politica di nostalgie e slogan, dai sapori “fascio”…
Il gruppo tenta l’ingresso in Aula. Viene fermato. I parlamentari dell’opposizione occupano lo spazio, intonano Bella ciao. La scena è quasi surreale.
A quel punto Marsella urla: «L’antifascismo è mafia». Non una metafora. Non un’iperbole. Una frase secca, scandita, rivendicata.
La pronuncia chi da oltre vent’anni occupa abusivamente un immobile pubblico, con un conto di danni erariali che pesa per milioni di euro. Chi ha fatto dell’illegalità una forma stabile di militanza e ora si presenta in Parlamento come ospite, come interlocutore, come vittima. C’è decisamente qualcosa che non va…
Luca Marsella di veste di vittima. Il martire. L’escluso dal sistema. E una parte del Paese gli crede. O finge di credergli. O, peggio, non vede il problema.
È questo il punto: l’assuefazione. Non l’urlo, ma il fatto che possa essere urlato lì. Non l’episodio, ma la “normalità” che lo circonda.
Figure che fino a ieri stazionavano ai margini oggi bussano alle porte delle istituzioni. Il confine si è spostato. Il linguaggio pure. L’eccezione è diventata abitudine. La vergogna è opzionale.
Siamo alla mediocrità del “nulla ideologico”.
Diciamo un “buco NERO” che vorrebbe “ingoiare” la “luce” e riscrivere la storia.

Una mattina mi son svegliato,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
Una mattina mi son svegliato
e ho trovato l’invasor…

Di Gianni Leone, fondatore

Essere antipatico è una vocazione. Non pretendo di dire la “verità” ma almeno limito le “stronzate” cosa che non riesce alla maggior parte degli “Italioti”.